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ARCHIVIO STORICO VIRTUALE DELLA REGIONE SARDEGNA

Avvertenze

L’archivio storico virtuale va fruito con queste “avvertenze interpretative”. La documentazione è ancora conservata nei depositi, dove non sempre le parti storiche sono individuabili in maniera netta, poiché non c’è stata, se non in pochi casi, la preparazione delle carte di deposito al versamento nell’archivio storico (riordinamento, scarti, restauri ecc). In alcuni casi comunque le cesure sono abbastanza chiare, per esempio nei casi di uffici totalmente soppressi, o in quelli di sopraggiunte modifiche burocratiche-amministrative-organizzative, che hanno fatto sì che la parte più antica della documentazione venisse lasciata/trasferita in altri locali, o comunque in spazi separati dello stesso deposito. La percezione più o meno volontaria e consapevole da parte degli uffici della storicità di una parte della propria documentazione viene invece meno in altri casi. Infatti, nei depositi d'archivio dell'amministrazione regionale ci si imbatte spesso in fascicoli privi di una chiara delimitazione cronologica, che non permette un'agevole individuazione e separazione della documentazione storica da quella ancora di deposito. Questo è dovuto ad una prassi abbastanza diffusa negli uffici regionali, consistente nel costituire fascicoli che venivano poi gestiti come fascicoli perennemente aperti. In questi casi è evidente che l'enucleazione della parte storica potrà essere fatta solo in seguito al completo riordino delle singole unità archivistiche. Gli effetti di questa prassi costituiscono in molti casi il motivo per cui le parti storiche degli archivi di alcune direzioni generali pubblicate in questo portale risultano essere notevolmente esigue o frammentarie rispetto alla quantità di carte presenti nei depositi.

Ovviamente, frammentarietà e lacunosità hanno anche ulteriori spiegazioni (e nei casi in cui è stato possibile se n’è dato conto nelle descrizioni dei fondi e delle varie aggregazioni logiche): vicende amministrative-istituzionali talvolta molto contorte, ad esempio i continui mutamenti di competenze e materie tra gli assessorati prima della legge regionale 1 del 1977 -che finalmente diede stabilità all’organizzazione della Giunta e degli assessorati- che sicuramente comportò, fino a questa data, molteplici passaggi di documentazione da una struttura all’altra; diversi episodi di scarti non chiaramente documentati e, ancora, eventi distruttivi che purtroppo hanno comportato la perdita di notevoli quantità di documentazione (come il famoso incendio del 1968).

Tuttavia, l’analisi della documentazione, la ricostruzione della storia istituzionale amministrativa dei produttori delle carte, lo spoglio di una notevole quantità di atti normativi e insomma la rilevante quantità di informazioni raccolte, hanno consentito in molti casi di ricostruire i fondi, le loro articolazioni, le consistenze e gli estremi cronologici, nonché i profili dei diversi soggetti che nel corso dei 60 anni di vita della Regione Sardegna hanno accumulato un patrimonio archivistico di grande importanza storica e culturale.

Un archivio storico “in potenza”, dunque, ma il cui apparato di descrizioni merita di essere reso noto, sia perché esso è già di per sé fonte di informazioni e di conoscenze, sia perché possa essere strumento di consapevolezza e sensibilizzazione della collettività.